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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Marzo 2011 Archives

ITALIA DEI VALORI AL VOTO CON UN SUO CANDIDATO

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Di seguito l'intervista di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, uscita oggi sulle pagine del Corriere dell'Umbria e riguardante le prossime elezioni amministrative a Città di Castello.

IDV AL VOTO CON UN SUO CANDIDATO

Dottorini: "Sceglieremo chi ha lo spessore per interpretare il riscatto della città"
Idv al voto con un suo candidato
Non si ricompone lo strappo, bocciato il ricorso alle primarie

CITTA' DI CASTELLO - Nessun ripensamento: l'Italia dei Valori non parteciperà alle primarie ed è pronta a lanciarsi nell'agone politico con un proprio candidato. Oliviero Dottorini, consigliere regionale, rilancia accuse pesantissime verso chi, a partire dal Pd, non ha avuto il coraggio di "far prendere aria alla città" e spiega i motivi di uno strappo oramai insanabile.
Il Pd ha scelto Domenico Duranti per sfidare il prosindaco Luciano Bacchetta alle primarie. L'Italia dei Valori sarà della partita?
"La verità è che il Pd ha scelto di assecondare le richieste di un'area minoritaria e localistica della coalizione per tentare la continuità di un'amministrazione mediocre e ancorata al passato. Questo a costo di estromettere forze moderne e radicate a livello nazionale, come Sel e Idv, seconda forza della coalizione in Regione come in città (14,3 per cento alle ultime regionali, ndr).
La vicenda candidature poteva essere gestita diversamente?
"Noi avevamo dato la disponibilità persino a sostenere una candidatura del Pd senza primarie, purché autorevole e in grado di aprire una pagina nuova per Città di Castello. Eravamo a un passo, tutti d'accordo fuorché i socialisti. Poi hanno pesato evidentemente patti personali inconfessabili siglati già dalle passate elezioni regionali. E il Pd ha
scelto di rimanere ancorato al passato. E' una scelta che sa di naftalina. E invece la nostra città ha bisogno di prendere aria".
Perché un no perentorio alle primarie quando sono state da voi considerate il metodo privilegiato di scelta dei candidati?
"Le abbiamo proposte già otto mesi fa, ma nessuno ha risposto. Oggi, a dieci giorni dalla presentazione delle liste, assomigliano più a una farsa e a un regolamento di conti che a un reale confronto tra idee e prospettive. Inoltre noi che ci siamo opposti coerentemente
per cinque anni a questa amministrazione, oggi dovremmo scegliere tra gli attuali sindaco e vice sindaco. La verità è che hanno trovato un pretesto per dividere ancora il centrosinistra a Città di Castello".
I vostri detrattori affermano che in realtà l'Idv vuole soltanto contarsi per esprimere la propria forza elettorale.
"Ma se eravamo disposti a sostenere Verini come candidato unico! Purtroppo il Pd ha preferito rinunciare a un suo autorevole candidato per subire un accordo di potere. Mi creda, se avessimo badato agli interessi di bottega, saremmo andati a trattare qualche posto in giunta. Ma noi non siamo così. Il fatto è che chi ha scelto la rottura lo ha
fatto pensando a una città che non c'è più. Hanno deciso di sancire una separazione con le forze sociali e politiche più moderne e libere per ancorarsi ad accordi nostalgici siglati sui tavoli perugini. E' un passato che sembra non passare mai".
L'Italia dei Valori potrebbe decidere di appoggiare Duranti se risulterà vincitore alle primarie?
"Per noi sindaco e assessore pari sono. E' una questione tutta interna alla vecchia
amministrazione. Non ci riguarda". 
Si vocifera che sia pronto un movimento civico trasversale deciso a sparigliare le carte. Pare che si potrebbe saldare con Idv e Sei e mettere in seria difficoltà l'altro centrosinistra. Le risulta?
"Quando pezzi di nomenclatura e forze della conservazione si saldano in maniera così lucida e disperata, i cittadini e le forze libere si alzano in piedi e prendono nelle proprie mani la responsabilità di voltare pagina. Abbiamo bisogno di aprire una pagina nuova. Per fare questo dobbiamo appellarci a tutte le energie morali, culturali, economiche e sociali utili alla costruzione di una prospettiva di riscatto e dignità per la nostra città.
Qual è la sua idea di città?
A me piace immaginare Città di Castello sorretta dalle schiene dritte di imprenditori, lavoratori, precari, insegnanti, da un tessuto sociale profondamente intriso di libertà e solidarietà. Se qualcuno pensa di tenere imbrigliato questo desiderio di cambiamento, ha fatto male i suoi conti".
Da tempo l'ldv afferma di avere pronto un suo candidato. In una situazione di difficoltà del Pd non sarebbe più logico giocare la carta di un candidato, magari meno noto, ma proveniente da quell'area?
"Le assicuro che tutti assieme sceglieremo chi ha lo spessore e il proffio giusto per interpretare il cambiamento e il riscatto dell'intera città, nessuno escluso".

Ricevo e pubblico la seguente mail da Massimo Castoldi, titolare della Agenzia che emetteva la polizza RUOTE RUGGENTI.

In Umbria l'unico Club presente era l' A112CLUB ITALIA.


Grazie a Massimo da parte di tutte le persone perbene.

dario di bello


polizza_ruote_ruggenti.jpg

Gentili Signori,

con grande rammarico vi comunichiamo che l'Agenzia Generale Voghera Cavour cesserà definitivamente la propria attività a far data dalle ore 24 di oggi 16 marzo 2011.

Tale decisione è stata assunta a causa delle ultime disposizioni della Fondiaria-Sai (chiusura convenzione "Ruote Ruggenti") che ci hanno messo nell'impossibilità di svolgere con professionalità, efficacia e redditività il nostro incarico agenziale.

Non sapendo se, allo stato attuale, vi sarà un subentro o una chiusura definitiva di questa agenzia, per eventuali comunicazioni, richieste, reclami e quant'altro, vi invitiamo a prendere direttamente contatto con :


Fondiaria-Sai Spa

Divisione Fondiaria

Corso G. Galilei , 12

10126 Torino

email:

tel: 011-6657111

fax:011-6657685

 

Tutto lo staff dell'agenzia vi ringrazia per l'amicizia e la collaborazione dimostrata finora e, con l'occasione, vi porge un caro saluto ed un augurio di buon proseguo della vostra attività.

 

Edoardo

Lorenza

Massimo

Nadia

Simona

Valeria

Presentata interrogazione: "Rometti tiri fuori dai cassetti i progetti. Già  Calderoli ne chiese la chiusura. Trasformare la centrale in un Polo per le energie rinnovabili" 

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): GRAVE IL PARERE FAVOREVOLE DELLA REGIONE A PROGETTO ENEL: ASSURDO RILANCIO CENTRALE A CARBONE

"Lascia sconcertati la decisione della Giunta regionale di esprimere parere favorevole al rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che di fatto concede ulteriori 8 anni all'Enel per predisporre e realizzare un progetto di ammodernamento della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo. Ci sembra una grave forzatura, soprattutto perché invece di predisporre progetti per la riconversione della centrale, si concede ad Enel l'opportunità di rilanciare quello che tutti ormai considerano un reperto di archeologia industriale ed energetica". Con queste parole il Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione all'assessore all'Ambiente Silvano Rometti per conoscere i progetti ed i documenti relativi a tale autorizzazione.
"Sono anni che chiediamo trasparenza in merito alla vicenda della centrale di Gualdo Cattaneo le nostre interrogazioni sui carbonili scoperti attendono ancora una risposta, così come non ha trovato ancora applicazione l'indagine epidemiologica prevista dalla mozione approvata dal Consiglio regionale dell'ottobre 2007, tesa a verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. E' ora che l' assessore Rometti esca allo scoperto e ci spieghi chiaramente di quale ammodernamento si parla e soprattutto con quale rischio per la salute dei cittadini. E' necessario - continua il capogruppo Idv - che l'assessore tiri fuori dal cassetto i progetti relativi a una centrale che già il ministro Calderoli nel 2009 dichiarò come 'altamente inquinante', rimarcandone la necessità di dismissione. Oggi veniamo a sapere che la Regione Umbria ha di fatto approvato il progetto Enel senza che vi sia stata alcuna partecipazione pubblica e, per dire la verità, neppure interna al Consiglio regionale. C'è un solo modo per mettere mano a quell'impianto: trasformarlo nella più grande centrale di energia da fonti rinnovabili della nostra regione. La green economy si realizza con scelte politiche coraggiose e lungimiranti, non mettendo un po' di 'verde' attorno alla centrale che servirebbe solo a nascondere ulteriormente una vergogna ambientale ed economica".
"Il fatto che Rometti per giustificare il parere favorevole della Regione parli di 'una porzione di territorio regionale altrimenti marginale' è piuttosto grave. Noi vorremmo ricordargli che l'Umbria è famosa in tutto il mondo anche per il Sagrantino e l'olio extravergine di oliva che si producono in quei territori e che una parte consistente dei fondi disponibili per l'agricoltura di qualità sono stati giustamente investiti in quelle zone per dare impulso a tali produzioni di altissima qualità. Ora, il fatto che si venga a presentare quella zona come una sorta di landa sperduta in cui se non ci fosse la centrale la gente morirebbe di fame, ci sembra un insulto all'intelligenza delle persone che lì vivono e che da anni si battono per la salute e la sicurezza delle persone e del territorio".

Perugia, 16 marzo 2011
Cari amici,
vi segnalo che è di nuovo attiva la pagina sulle Assicurazioni con delle nuove offerte.

Thumbnail image for 112.jpg

Parimenti Vi segnalo che nella sezione Sentenze e Circolari, c'è una nuova Sentenza della CTP di Roma che ha dato ragione ad un contribuente possessore di una A112ABARTH.
Il Ricorso lo abbiamo preparato noi ed il cittadino si è difeso da solo.
Siamo a quota 32 Sentenze a nostro favore !
Leggi la Sentenza CTP Roma 73-16-11.

Da ultimo Vi segnalo questo articolo
sul Salone di Ginevra scritto dal preparatissimo Piero Vanzetti, clikka qui.

Ciao a tutti.
dario di bello - dariodibello@dottorini.com



"Positivo il coinvolgimento dei sindacati e la richiesta di approfondimenti. Si va nella direzione che avevamo indicato. Occorre tutelare cittadini e lavoratori"

UMBRA ACQUE. DOTTORINI (IDV): BENE I SINDACI SU APERTURA DIALOGO. OPPORTUNO RINVIARE OGNI DECISIONE AL NUOVO CDA

"La posizione che emerge in seguito all'incontro dei comuni soci di Umbra acque sembra andare nella direzione che avevamo auspicato. La decisione di convocare i sindacati per condividere le strategie future è una scelta di buon senso, così come la richiesta ai vertici dell'azienda di approfondire tutte le questioni relative alla possibilità di svolgere o meno internamente le attività che sarebbero affidate alla nuova società. Adesso appare ancora più necessario rinviare ogni decisione sull'eventuale sdoppiamento di Umbra Acque all'insediamento del nuovo Consiglio d'amministrazione". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta l'esito dell'incontro di ieri tra i 38 sindaci dei Comuni detentori del pacchetto di maggioranza di Umbra acque (60 per cento) e i vertici aziendali.
"La decisione di imporre uno stop ad un processo che appariva quanto meno sospetto - continua Dottorini -, sembra dare ragione a chi, come noi, chiedeva di evitare decisioni affrettate con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. La creazione di una nuova società alla quale affidare beni e servizi che poi saranno rivenduti ad Umbra acque avrebbe sicuramente l'effetto di un aggravio dei costi per l'azienda che, a sua volta, li riverserebbe sulle bollette dei cittadini. A nostro avviso si tratterebbe dell'ennesimo tentativo di andare incontro alle esigenze di soggetti privati a scapito dell'interesse collettivo e di una corretta gestione del servizio idrico. Da questo punto di vista è molto significativo il fatto che i bilanci di Umbra acque continuino ad essere ampiamente in attivo, mentre le bollette aumentano in modo costante".

Perugia, 16 marzo 2011
"Necessario tutelare cittadini e lavoratori, evitando di assecondare appetiti che avrebbero effetti negativi sul servizio e sulle bollette"
 
UMBRA ACQUE. DOTTORINI (IDV): COMUNI DICANO NO A SDOPPIAMENTO. BLOCCARE OGNI DECISIONE FINO A INSEDIAMENTO NUOVO CDA

"I comuni facciano sentire la propria voce e mettano uno stop alla sconsiderata ipotesi di sdoppiamento e ulteriore privatizzazione di Umbra acque. La prima richiesta è quella di sospendere ogni decisione fino all'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione. E' quanto meno sospetta la fretta di fare approvare la nuova società di scopo da un cda in scadenza che dovrebbe essere chiamato soltanto ad approvare il bilancio". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, chiede che i sindaci dei 38 comuni detentori del pacchetto di maggioranza di Umbra acque (60 per cento) si facciano parte attiva per scongiurare la creazione di una società operativa e di scopo all'interno della stessa Umbra acque. La richiesta è di rinviare ogni decisione fino all'insediamento del nuovo Cda, dal momento che quello attualmente in carica scadrà il 30 aprile prossimo.
"Sappiamo - aggiunge Dottorini - che il sindaco di Perugia ha convocato per martedì 15 marzo gli altri 37 sindaci dei comuni soci per affrontare la creazione della nuova società di scopo. Un'accelerazione quanto meno sospetta che non vorremmo preludesse a una decisione affrettata. Si tratterebbe di una scelta con ricadute preoccupanti per il futuro dei lavoratori e con effetti sicuramente dannosi per i cittadini che con tutta probabilità vedrebbero aumentare le tariffe a parità di servizio. La decisione di sdoppiare la società trasferendo alla nuova azienda le sedi, il parco macchine e la gestione di servizi come il laboratorio analisi e l'ufficio progetti, porterebbe a un aggravio di costi per la vecchia società che ricadrebbero ancora una volta sulle bollette dei cittadini. La strategicità di un servizio essenziale come quello idrico induce tutti a senso di responsabilità e cautela, evitando di assecondare appetiti che inevitabilmente avrebbero effetti negativi sul servizio, sugli utenti e sulle decine di lavoratori che vedono messo a repentaglio il proprio futuro. Da questo punto di vista è molto significativo il fatto che i bilanci di Umbra Acque continuino ad essere ampiamente in attivo, mentre le bollette aumentano in modo costante. I cittadini devono pagare per la fornitura di un servizio e non per garantire profitti così elevati a soggetti privati e pubblici che sono invece chiamati a occuparsi di rendere più efficiente la rete idrica e meno frequenti le esternalizzazioni dei servizi. In attesa di una presa di posizione dell'assessorato all'Ambiente della Regione Umbra, che come da tradizione pare non volere esprimere opinioni in proposito, è importante che i sindaci tutelino i propri cittadini chiedendo almeno la sospensione di un progetto che, così come concepito, avvantaggerebbe forse il socio privato, Acea, non certo gli utenti, i lavoratori e l'ambiente".
 
Perugia, 12 marzo 2011

"Necessarie scelte politiche concrete e risolutive. Si faccia chiarezza sul perché, nonostante gli stanziamenti, la laguna non è stata ancora risanata"

BETTONA. DOTTORINI (IDV): DOVE SONO FINITI I 280MILA EURO PER MESSA IN SICUREZZA LAGUNA? REGIONE SI FACCIA CARICO DELL'IMPIANTO

"Quella della mala gestione dell'impianto di depurazione e stoccaggio dei reflui zootecnici di Bettona è una vicenda che si protrae da troppo tempo. E' particolarmente grave che oggi, alla vigilia dell'udienza preliminare per la decisione sul rinvio a giudizio di 26 persone, tra allevatori, amministratori della Co.Dep, sindaco e membri della giunta comunale di Bettona, non sia ancora dato a sapere come mai il livello della laguna continui a calare nonostante le abbondanti precipitazioni atmosferiche e dove sono andati a finire i 280mila euro che la giunta regionale aveva stanziato per porre in sicurezza la laguna di stoccaggio delle acque reflue trattate dall'impianto di Bettona. Non vorremmo fossero stati utilizzati per altri scopi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione agli assessori Rometti e Cecchini in merito alle decisioni che intendono intraprendere riguardo la gestione dell'impianto di Bettona.
"Per recuperare la fiducia della popolazione - aggiunge Dottorini - è necessario che la Regione adotti tutti i provvedimenti in grado di sgomberare il campo da equivoci e che si faccia carico direttamente della gestione dell'impianto. E' indispensabile coniugare le esigenze dell'economia con quelle dell'ambiente puntando con decisione sulla qualità e la tipicità dei prodotti, costruendo una filiera interamente locale, in grado di valorizzare al meglio il prodotto legato al territorio, attraverso la definizione di un piano regionale per la zootecnia sostenibile. Purtroppo però le politiche messe in atto fino ad oggi non paiono procedere in questa direzione. Lo stesso regolamento sul biogas preadottato dalla Giunta regionale non lascia ben sperare, così come non possiamo non ricordare che nella prima stesura del Dap era stato inspiegabilmente "dimenticato" di prevedere, entro il 2011, l'elaborazione di un piano regionale per la zootecnia".
"Per anni - conclude Dottorini - i cittadini di Bettona si sono sentiti ripetere che tutto funzionava nel pieno del rispetto delle regole e non sono bastati né gli allarmi lanciati dal comitato locale né le indagini e i sequestri che si sono susseguiti nel corso del tempo per far  cambiare il metodo di gestione ad un'amministrazione comunale che ormai da molto tempo ha palesato una evidente inadeguatezza nel gestire la situazione. Oggi pertanto, a prescindere da quelli che saranno gli esiti dell'azione giudiziaria, torniamo a chiedere alla Giunta regionale che non rinvii ulteriormente il momento di compiere scelte politiche concrete, sostenibili  e risolutive per quei territori e per l'intera zootecnia regionale".

Perugia, 11 marzo 2011

"Accogliere l'appello del giornalista Vittorio Emiliani e del Comitato per la Bellezza. Rivedere radicalmente il progetto. Avanti con un concorso internazionale di idee"

EX FAT. AMMINISTRAZIONE MOLTO SENSIBILE AGLI INTERESSI DEI PRIVATI, INCURANTE DELLE SORTI DELLA CITTA'

"È necessario prendere atto del fallimento del contratto di quartiere e sospendere subito l'esecutività di un progetto, quello della ex Fat, devastante per l'intera città. Sappiamo che esiste un'ipotesi di variante rispetto alla quale è stata coinvolta anche la Regione. Chiediamo che quella variante venga resa pubblica e portata alla partecipazione di associazioni, comitati e dell'intera cittadinanza. Nessuno può pensare di proseguire in azioni sul centro storico a dispetto dei suoi abitanti e di una visione complessiva della città. Città di Castello non merita un mostro di cemento nel cuore del suo centro storico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a sostenere la proposta di un concorso internazionale di idee per l'area della ex Fat, recentemente avanzata da un gruppo di cittadini tifernati. 
"Abbiamo ragione di pensare - aggiunge Dottorini - che dietro le ostentate convinzioni dell'amministrazione di Città di Castello si nasconda la consapevolezza di errori che in molti denunciano da tempo. Pertanto il comune di Città di Castello sta tentando di mettere una toppa in un abito decisamente fuori misura. L'idea sarebbe quella di intervenire con una riduzione di cubatura, pari a 8-9mila metri cubi, da recuperare fuori centro storico attraverso la perequazione. Inoltre si tenta di evitare lo scempio del cemento armato addossato agli elementi architettonici storici. Se confermata, questa richiesta di variante dimostrerebbe l'infondatezza delle tesi degli amministratori tifernati che hanno sempre sostenuto la bontà della loro progettazione e l'impossibilità di modificare il progetto iniziale. Ma la parziale marcia indietro del comune dimostra anche che evidentemente non erano così campate in aria le tesi che associazioni ambientaliste e comitato Prato-Mattonata hanno da sempre sostenuto, anche attraverso manifestazioni e convegni. La parziale marcia indietro del comune tifernate dovrà essere analizzata con cura. Tuttavia passare da 28mila a 20mila metri cubi difficilmente renderà meno amaro l'insulto alla città e l'impressione è quella di un maquillage per sedare l'indignazione cittadina in vista delle elezioni amministrative. D'altra parte il silenzio che circonda questa segretissima iniziativa non lascia ben sperare".
"Per quanto ci riguarda - ribadisce Dottorini -  riteniamo doveroso raccogliere l'appello del giornalista e scrittore, ex consigliere Rai e parlamentare Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, associazione cui aderiscono Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf. La sua bocciatura senza appello palesa tutti i limiti di un progetto privo di lungimiranza che soddisfa solo gli interessi della proprietà e che, alla faccia della partecipazione, nessuno ha avuto modo di discutere. Dobbiamo sentirci tutti impegnati in un'azione tesa alla revisione complessiva del progetto, non a un maquillage, buono al massimo per soddisfare l'esigenza di qualche promessa pre-elettorale. Per questo la proposta di un concorso internazionale di idee deve essere presa seriamente in considerazione. Purtroppo comune di Città di Castello e giunta regionale, rappresentata dall'assessore Rometti, hanno già decretato da tempo la sorte di quell'area. L'ipotesi di variante su cui si sta coinvolgendo in queste ore la Regione sarebbe il primo cedimento in anni di granitica difesa d'ufficio della cattiva amministrazione della città". 

Perugia, 11 marzo 2011
"Subito nuovo Piano energetico regionale. Governo mette a rischio l'unico settore produttivo in crescita. In gioco anche il credito alle imprese"

ENERGIA. DOTTORINI (IDV): GOVERNO SMANTELLA RINNOVABILI A FAVORE DI NUCLEARE E GRANDI INTERESSI ECONOMICI. UMBRIA FORTEMENTE COLPITA

"L'approvazione del decreto legislativo sulle energie rinnovabili conferma la folle strategia di un governo sempre più lontano dai bisogni della nazione, che ha deciso di boicottare le fonti rinnovabili per puntare il tutto per tutto su carbone e nucleare". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta l'approvazione del decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2009/28/CE sull'energia da fonti rinnovabili.  
"E' un provvedimento devastante - spiega Dottorini - che sta già sortendo l'effetto di mettere in discussione il credito alle imprese. Sembra infatti che le banche stiano recedendo sui mutui agli impianti fotovoltaici mettendo a rischio le decine di migliaia di lavoratori già occupati e stroncando definitivamente l'unico settore produttivo che ha mostrato un trend di crescita costante, nonostante la crisi economica in atto. La scelta del governo ci allontana ulteriormente dagli obiettivi europei sulla produzione di energie da fonti rinnovabili". 
"Questa situazione coinvolgerà anche l'Umbria - aggiunge Dottorini - che ha trovato negli incentivi statali una straordinaria opportunità per riconvertire settori ormai fuori mercato e per coniugare economia e sviluppo sostenibile.  E' necessaria pertanto una risposta ferma e di responsabilità che sappia farsi carico per quanto possibile anche delle inadempienze del governo. Per questo urge oggi più che mai la definizione di un nuovo Piano energetico regionale, unico strumento attraverso il quale la nostra regione potrebbe dare impulso a uno sviluppo diffuso della green economy e non essere totalmente in balìa dell'arretratezza del governo di centro-destra. Occorre mettere in atto serie politiche che regolamentino la produzione e la diffusione di energie da fonti rinnovabili, prevedendo riconversioni e  puntando sul risparmio energetico finalizzato alla riduzione dei consumi. Le politiche energetiche sono troppo legate a quelle economiche, alimentari, dei rifiuti, della gestione dell'acqua e del territorio per essere liquidate in maniera approssimativa e senza la ridefinizione di un piano aggiornato e rispondente alle reali esigenze della nostra regione". 
"L' Italia dei Valori - spiega Dottorini - nei mesi scorsi ha raccolto a livello nazionale oltre 700mila firme grazie alle quali entro la metà di giugno si realizzerà il referendum attraverso il quale i cittadini potranno opporsi in maniera netta alle scelte di un governo che sta facendo di tutto per boicottare l'avvento di una strategia energetica basata sul risparmio e sulle rinnovabili. Una politica di destra, abituata ad andare a braccetto con i grandi interessi economici, vede come fumo negli occhi  un modello di produzione e distribuzione dell'energia diffuso sul territorio che lascerebbe ad ogni singolo cittadino il potere di decidere come e cosa fare dell'energia. Questo sferrato da Berlusconi e dei suoi sodali è solo l'ultimo maldestro tentativo di puntare il tutto per tutto sull'energia nucleare soltanto perché, come quella fossile, è monopolizzabile e dunque la sua reintroduzione garantirebbe la conferma di un modello energetico obsoleto e centralizzato, in grado di conferire un potere e degli introiti immensi ai pochi soggetti che lo andrebbero a gestire".

Perugia, 9 marzo 2011
"Stupiti per il silenzio del comune di Città di Castello. Dopo le elezioni verrà convocato il tavolo Regione-Comune-Tela Umbra per valorizzare i beni del lascito"
 
PIANO PATRIMONIALE. DOTTORINI (IDV): RECEPITI NOSTRI EMENDAMENTI, SCONGIURATA LA VENDITA DEL PATRIMONIO FRANCHETTI

"Il rischio alienazione per i beni del lascito Franchetti sembra scongiurato. La scelta della  giunta regionale di recepire i nostri emendamenti che chiedono di abbandonare l'ipotesi di vendita ci sembra oculata e rispettosa delle volontà testamentarie, oltre che della comunità tifernate. Ora si apre la strada per un progetto di valorizzazione che l'amministrazione comunale uscente non è stata in grado di elaborare e che la prossima dovrà invece inserire tra le priorità della propria azione di governo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta gli esiti dell'audizione dell'assessore Franco Tomassoni presso la commissione Bilancio e Affari istituzionali riguardo al Piano patrimoniale, la cui approvazione è prevista per il 23 marzo.
"Accogliendo i nostri emendamenti - aggiunge Dottorini - l'assessore Tomassoni ha di fatto bloccato la vendita di un patrimonio importante per Città di Castello. Villa di Rovigliano, camping La Montesca, magazzini Tancredi e magazzino di via dei Pinchitorzi devono trovare amministratori comunali in grado di fare progetti e saperli difendere in sede regionale. Il fatto invece che la giunta comunale non abbia opposto alcuna resistenza rispetto all'ipotesi di alienazione e non abbia difeso la volontà del Consiglio comunale che aveva votato all'unanimità una mozione per l'inalienabilità del lascito Franchetti la dice lunga sulla sua autorevolezza e sulla sua capacità amministrativa. Per quanto ci riguarda condividiamo la proposta dell'assessore di rinviare a dopo le elezioni amministrative la convocazione del tavolo tecnico tra Regione, Comune e Tela Umbra che dovrà analizzare tutte le possibilità di utilizzo in modo da pianificare riqualificazioni e alienazioni senza impoverire il patrimonio della città e senza venire meno alle volontà testamentarie del barone Franchetti. Un conto è alienare parte del patrimonio per ristrutturare e riqualificare altri immobili, altro conto è alienare per far cassa".
"Certo - continua Dottorini - rimaniamo stupiti per il silenzio del comune di Città di Castello che ha assistito a questo tentativo di alienazione senza batter ciglio e senza preoccuparsi di difendere pezzi importanti di storia, cultura e ricchezza fondamentali per la città. In attesa di amministratori locali capaci di avanzare proposte e progetti, riteniamo positivo che la giunta regionale abbia sospeso ogni decisione e scongiurato l'ipotesi di alienazione. Adesso rimaniamo in attesa dell'approvazione definitiva dell'atto che, salvo ulteriori problemi, dovrebbe avvenire il prossimo 23 marzo".
 
Perugia, 9 marzo 2011
 

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