Di seguito l'intervista di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, uscita oggi sulle pagine del Corriere dell'Umbria e riguardante le prossime elezioni amministrative a Città di Castello.
Dottorini: "Sceglieremo chi ha lo spessore per interpretare il riscatto della città"
Idv al voto con un suo candidato
Non si ricompone lo strappo, bocciato il ricorso alle primarie
CITTA' DI CASTELLO - Nessun ripensamento: l'Italia dei Valori non parteciperà alle primarie ed è pronta a lanciarsi nell'agone politico con un proprio candidato. Oliviero Dottorini, consigliere regionale, rilancia accuse pesantissime verso chi, a partire dal Pd, non ha avuto il coraggio di "far prendere aria alla città" e spiega i motivi di uno strappo oramai insanabile.
Il Pd ha scelto Domenico Duranti per sfidare il prosindaco Luciano Bacchetta alle primarie. L'Italia dei Valori sarà della partita?
"La verità è che il Pd ha scelto di assecondare le richieste di un'area minoritaria e localistica della coalizione per tentare la continuità di un'amministrazione mediocre e ancorata al passato. Questo a costo di estromettere forze moderne e radicate a livello nazionale, come Sel e Idv, seconda forza della coalizione in Regione come in città (14,3 per cento alle ultime regionali, ndr).
La vicenda candidature poteva essere gestita diversamente?
"Noi avevamo dato la disponibilità persino a sostenere una candidatura del Pd senza primarie, purché autorevole e in grado di aprire una pagina nuova per Città di Castello. Eravamo a un passo, tutti d'accordo fuorché i socialisti. Poi hanno pesato evidentemente patti personali inconfessabili siglati già dalle passate elezioni regionali. E il Pd ha
scelto di rimanere ancorato al passato. E' una scelta che sa di naftalina. E invece la nostra città ha bisogno di prendere aria".
Perché un no perentorio alle primarie quando sono state da voi considerate il metodo privilegiato di scelta dei candidati?
"Le abbiamo proposte già otto mesi fa, ma nessuno ha risposto. Oggi, a dieci giorni dalla presentazione delle liste, assomigliano più a una farsa e a un regolamento di conti che a un reale confronto tra idee e prospettive. Inoltre noi che ci siamo opposti coerentemente
per cinque anni a questa amministrazione, oggi dovremmo scegliere tra gli attuali sindaco e vice sindaco. La verità è che hanno trovato un pretesto per dividere ancora il centrosinistra a Città di Castello".
I vostri detrattori affermano che in realtà l'Idv vuole soltanto contarsi per esprimere la propria forza elettorale.
"Ma se eravamo disposti a sostenere Verini come candidato unico! Purtroppo il Pd ha preferito rinunciare a un suo autorevole candidato per subire un accordo di potere. Mi creda, se avessimo badato agli interessi di bottega, saremmo andati a trattare qualche posto in giunta. Ma noi non siamo così. Il fatto è che chi ha scelto la rottura lo ha
fatto pensando a una città che non c'è più. Hanno deciso di sancire una separazione con le forze sociali e politiche più moderne e libere per ancorarsi ad accordi nostalgici siglati sui tavoli perugini. E' un passato che sembra non passare mai".
L'Italia dei Valori potrebbe decidere di appoggiare Duranti se risulterà vincitore alle primarie?
"Per noi sindaco e assessore pari sono. E' una questione tutta interna alla vecchia
amministrazione. Non ci riguarda".
Si vocifera che sia pronto un movimento civico trasversale deciso a sparigliare le carte. Pare che si potrebbe saldare con Idv e Sei e mettere in seria difficoltà l'altro centrosinistra. Le risulta?
"Quando pezzi di nomenclatura e forze della conservazione si saldano in maniera così lucida e disperata, i cittadini e le forze libere si alzano in piedi e prendono nelle proprie mani la responsabilità di voltare pagina. Abbiamo bisogno di aprire una pagina nuova. Per fare questo dobbiamo appellarci a tutte le energie morali, culturali, economiche e sociali utili alla costruzione di una prospettiva di riscatto e dignità per la nostra città.
Qual è la sua idea di città?
A me piace immaginare Città di Castello sorretta dalle schiene dritte di imprenditori, lavoratori, precari, insegnanti, da un tessuto sociale profondamente intriso di libertà e solidarietà. Se qualcuno pensa di tenere imbrigliato questo desiderio di cambiamento, ha fatto male i suoi conti".
Da tempo l'ldv afferma di avere pronto un suo candidato. In una situazione di difficoltà del Pd non sarebbe più logico giocare la carta di un candidato, magari meno noto, ma proveniente da quell'area?
"Le assicuro che tutti assieme sceglieremo chi ha lo spessore e il proffio giusto per interpretare il cambiamento e il riscatto dell'intera città, nessuno escluso".
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