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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Marzo 2011 Archives

"Valorizzare i beni secondo le volontà testamentarie e convocare tavolo Regione-Comune-Tela Umbra. La Giunta prenda atto della delibera del Consiglio comunale"

PIANO PATRIMONIALE. DOTTORINI (IDV): SCONGIURARE VENDITA BENI LASCITO FRANCHETTI, NECESSARIO PROGETTO DI VALORIZZAZIONE

"Riteniamo impropria e sbagliata la proposta di alienare i beni del cosiddetto lascito Franchetti. Prima di assumere qualsiasi decisione è opportuna una riflessione che coinvolga la città e sia rispettosa delle volontà testamentarie. Rimaniamo stupiti di fronte al silenzio con cui l'amministrazione comunale di Città di Castello lascia che pezzi importanti di storia, cultura e ricchezza possano essere venduti al migliore offerente senza alcun piano di valorizzazione e senza alcun ritorno per la città". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, chiede che venga modificato il Piano di politica patrimoniale 2011-2013 in discussione nella seduta odierna della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni.
"E' necessario - aggiunge Dottorini - che l'amministrazione comunale di Città di Castello si faccia carico di presentare un progetto di recupero, avvertendo almeno il dovere morale e civile di far sentire la propria voce per ciò che sta avvenendo. D'altra parte la Regione non può ignorare la volontà testamentaria del barone Franchetti e deve tener conto del bene della comunità tifernate. A maggior ragione per il fatto che il Consiglio comunale di Città di Castello si è espresso in maniera chiara e inequivocabile attraverso la deliberazione approvata all'unanimità lo scorso ottobre. Con quella delibera si chiede esplicitamente di 'ottenere un vincolo di inalienabilità dei beni mobili e immobili del patrimonio Franchetti'. Nel Piano dei beni da alienare la Regione ha incluso invece il magazzino Tancredi, il campeggio La Montesca e la ex scuola di Rovigliano, tutti beni lasciati dal barone Franchetti all'Opera Pia Regina Margherita di Roma e poi attribuiti alla Regione. Alcuni di questi beni come la ex scuola di Rovigliano avrebbero dovuto, per espressa volontà di Franchetti e secondo la legge regionale 33 del 1988, 'essere mantenuti in esercizio ed all'occorrenza svolgendone i compiti di insegnamento obiettivo'. Quindi non alienati solamente per fare cassa".
"La nostra proposta  - spiega Dottorini - è finalizzata a mantenere in proprietà e con destinazione di uso pubblico gli immobili del lascito Franchetti. È necessaria una valutazione collegiale su come valorizzare al meglio quei beni e per questo chiediamo che Regione, Comune e Tela Umbra costituiscano un tavolo tecnico per meglio analizzare tutte le possibilità di utilizzo in modo da pianificare riqualificazioni e alienazioni senza impoverire il patrimonio della città e senza venire meno alle volontà testamentarie del barone Franchetti. Un conto è alienare parte del patrimonio per ristrutturare e riqualificare altri immobili, altro conto è alienare per far cassa. In attesa di amministratori locali capaci di avanzare proposte e progetti, riteniamo opportuno che la giunta regionale sospenda ogni decisione e scongiuri l'ipotesi di alienare quei beni".
 
Perugia, 8 marzo 2011
"Tracciato devastante. Regione ricorra a Commissione europea per verificare la correttezza delle procedure autorizzative" 

METANODOTTO SNAM. DOTTORINI E BRUTTI (IDV) PRESENTANO MOZIONE PER REVISIONE TRACCIATO: RISCHIO COLLASSO PER TURISMO, AMBIENTE E CULTURA

"Il gasdotto "Rete Adriatica" è un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica. Il tracciato, così come elaborato da Snam, produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dall'opera. Per questo chiediamo che la Giunta regionale segua l'esempio della provincia di Perugia e del comune di Gubbio e presenti subito il ricorso alla Commissione europea affinché tutte le normative del caso siano rispettate nella progettazione di un'opera di grande importanza". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale, annunciano di aver inviato a tutti i gruppi di maggioranza il testo di una mozione per rivedere il tracciato del gasdotto Brindisi-Minerbio e contemporaneamente appoggiare il ricorso alla Commissione europea al fine di valutare se tutte le procedure tecniche del caso sono state rispettate.
"Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico. A nostro avviso è opportuno che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici".
"Leggendo le carte del progetto - continuano Dottorini e Brutti - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione, rompendo una tradizione ormai consolidata, si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 1 marzo 2011

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"I cittadini possono scaricare gratuitamente il modulo e recarsi presso uno dei centri autorizzati per far visionare il proprio veicolo storico. Stop a monopoli"


"È urgente che gli uffici regionali competenti emanino subito una circolare all'Aci e alle altre agenzie convenzionate per fare chiarezza e informare i cittadini delle procedure per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali per i veicoli storici. Non è pensabile che alcune agenzie presenti nel territorio regionale continuino, a quasi un anno dall'approvazione da parte della Giunta delle nuove procedure che riguardano i centri specializzati, a dare informazioni errate e indurre i cittadini ad iscriversi a costosissimi club privati senza averne l'obbligo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, interviene in merito ad alcuni casi di errate informazioni ai cittadini da parte di alcune agenzie Aci della nostra regione.

"Ricordo che l'Umbria è stata la prima regione d'Italia a rendere possibile l'autocertificazione per i mezzi ultraventennali - continua Dottorini -. Questo consente di evitare l'iscrizione a due club privati, con relativo esborso di denaro da parte dei contribuenti, come avveniva fino a tre anni fa. A seguito dell'introduzione dell'autocertificazione - il modulo è scaricabile dal sito dottorini.com - i cittadini già possono recarsi presso uno dei centri autorizzati dalla Regione per far visionare il proprio mezzo ed ottenere l'attestato di storicità, il tutto ad un prezzo contenuto. Certo, ci pare alquanto paradossale constatare come ancora oggi vi siano delle agenzie Aci che non informano in modo corretto i contribuenti e gli appassionati di auto storiche. Tutto ciò nonostante sentenze e pronunce chiare degli organi giuridico-tributari di tutta Italia e nonostante delibere e determine da parte della Giunta regionale umbra".

"Noi, insieme al nostro esperto di settore Dario Di Bello - conclude il capogruppo dell'Italia dei Valori - continueremo a vigilare ed aggiornare tutti i cittadini rispondendo a quesiti inerenti le problematiche legate alle auto e moto storiche, oltre ad informare gli stessi sulle corrette procedure da adottare per conseguire l'attestato di storicità, rilasciato dai Centri autorizzati dalla Regione Umbria, in modo da poter pagare il bollo ridotto".

 

Perugia, 1 marzo 2011

 

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