



Teniamoci in contatto:
C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola
Ultime notizie in Urbanistica


"È necessario prendere atto del fallimento del contratto di quartiere e sospendere subito l'esecutività di un progetto, quello della ex Fat, devastante per l'intera città. Sappiamo che esiste un'ipotesi di variante rispetto alla quale è stata coinvolta anche la Regione. Chiediamo che quella variante venga resa pubblica e portata alla partecipazione di associazioni, comitati e dell'intera cittadinanza. Nessuno può pensare di proseguire in azioni sul centro storico a dispetto dei suoi abitanti e di una visione complessiva della città. Città di Castello non merita un mostro di cemento nel cuore del suo centro storico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a sostenere la proposta di un concorso internazionale di idee per l'area della ex Fat, recentemente avanzata da un gruppo di cittadini tifernati.

"Un pessimo segnale dato ai cittadini, una vera anomalia che rischia di mettere uno strumento delicato come il Piano regolatore nelle mani dei mercanti di voti in piena campagna elettorale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, commenta la volontà che emerge da più settori della maggioranza e dell'amministrazione comunale di Città di Castello di passare all'approvazione del documento programmatico relativo al Piano regolatore prima delle elezioni che a primavera rinnoveranno il governo cittadino.
"Non si comprende la fretta nel volere approvare un atto che condizionerà l'assetto urbanistico, sociale ed economico dei prossimi anni. Chi si affanna nel tentativo di imporlo commette un errore e rischia di dare una cattiva immagine dell'amministrazione pubblica, magari illudendosi di poter lucrare qualche consenso. Solo con il nuovo Consiglio comunale - continua Dottorini - sarà possibile approvare un Piano regolatore privo di vizi elettoralistici. Farlo oggi, con un Consiglio comunale in scadenza e un quadro di rapporti politici completamente mutato rispetto a cinque anni fa, significherebbe perseverare in errori che si intravvedono anche nel nuovo Prg. Già dalle prime elaborazioni infatti si evidenziano scelte a dir poco discutibili, in linea con le numerose varianti già approvate e con il totale abbandono vissuto dal centro storico in questi ultimi anni. Per questo proponiamo che il nuovo Prg sia al centro del dibattito della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, con un serio confronto tra tutte le forze politiche, i candidati a sindaco, gli operatori economici e sociali del territorio, le associazioni ambientaliste e i comitati civici".
"Il caso della ex-Fat, il mostro progettuale della Piastra logistica, il degrado della città e lo stato di misero abbandono dell'ex Ospedale, rappresentano i simboli di una miopia politica e di un immobilismo amministrativo che per troppo tempo hanno caratterizzato la vita politica di Città di Castello. Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci impegneremo in ogni sede perché l'attenzione al nuovo Piano regolatore resti alta e non si abbandoni l'esame di quell'atto alla misera trattativa politica o al braccio di ferro tra potentati più o meno trasparenti".
Perugia, 17 novembre 2010
"Scelto un tracciato irrazionale solo per rimediare all'obbrobrio progettuale della Piastra logistica. Cerbara, Selci e Lama sacrificate sull'altare della Piastra"

"Assomiglia sempre più ad una farsa, una storia che non ha più fine. Dopo i proclami vittoriosi degli amministratori locali per l'assegnazione dei lavori della Piastra logistica ad un'impresa di fuori regione, con il caldo estivo sembrano assopirsi gli animi di chi gridava al successo per l'annuncio dell'avvio dei lavori della futura Piastra logistica dell'Altotevere. Solo ora, quando è impossibile tornare indietro, in molti tornano con i piedi per terra e si accorgono del danno che subiranno le prospettive di sviluppo della Valtiberina". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sul futuro urbanistico di Città di Castello e sulle scelte sbagliate delle due amministrazioni comunali.
"Dopo aver sostenuto in ogni sede che per il centro intermodale dell'Altotevere non era necessario il collegamento ferroviario - aggiunge Dottorini - nel nuovo Piano regolatore della città si prevede la realizzazione di un nuovo asse ferroviario che attraversa la E45 in trincea per collegarsi alla Piastra logistica. Denari gettati al vento che potevano essere risparmiati solo che si fosse avuta l'umiltà di ammettere il grave errore progettuale e strategico di un Polo logistico che non prevede l'interscambio ferro-gomma. E' per rimediare a questo loro obbrobrio progettuale e logistico che le amministrazioni di Città di Castello e San Giustino hanno chiesto di far transitare la E78 a ridosso degli abitati di Cerbara, Selci e Lama, in modo da intercettare il sito di un'opera, la piastra logistica, che solo oggi si ammetere essere frutto di scelte miopi e prive di strategia. A nulla sono valse le nostre proposte di far realizzare uno studio tecnico che mettesse a confronto tutte le ipotesi possibili di tracciato per la E78, compresa quella di alcuni noti e stimati tecnici locali. Quello scelto è un tracciato irrazionale, individuato soltanto per rimediare all'errore della Piastra logistica. A essere danneggiata sarà l'intera vallata, gli abitati di Cerbara, Selci e Lama subiranno una ferita insanabile, sacrificati sull'altare della Piastra".
"In un momento di crisi occupazionale come quello che stiamo attraversando - conclude il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è amaro constatare come l'Altotevere perda ancora un'occasione per dare slancio alle proprie potenzialità imprenditoriali, rimanendo succube di logiche dettate da esigenze extraterritoriali e dovendo fare i conti per giunta con la beffa di lavori che verranno realizzati da società che poco o nulla hanno a che vedere con il nostro tessuto economico, compromettendo così anche quei benefici occupazionali per l'Altotevere tanto sbandierati da tutti".
Perugia, 4 agosto 2010

"È fondamentale che il nuovo Piano regolatore venga approvato dal prossimo Consiglio comunale e non da un Consiglio con il mandato a termine, una maggioranza retta da un pro-sindaco non scelto dagli elettori e un quadro di rapporti politici a dir poco anomalo. Occorre sottrarre il nuovo Prg da mercanteggiamenti e da tentazioni clientelari. Non è pensabile che in piena campagna elettorale un'assemblea in scadenza si appresti a deliberare su un atto fondamentale per il futuro della città e del suo sviluppo economico, ambientale e paesaggistico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale dell'Italia dei Valori, chiede "un atto di responsabilità" in merito all'iter amministrativo del nuovo Piano regolatore di Città di Castello.
"Solo con il nuovo Consiglio comunale - continua Dottorini - sarà possibile approvare un Piano regolatore privo di vizi elettoralistici. Il rischio altrimenti è di predisporre una campagna elettorale basata interamente sul Piano regolatore e magari sui favori ad esso legati, creando le condizioni per disilludere molti cittadini. Già nelle prime elaborazioni si evidenziano scelte a dir poco discutibili, in linea con le numerose varianti già approvate e con il totale abbandono vissuto dal centro storico in questi ultimi anni. Per questo proponiamo che il nuovo Prg sia al centro del dibattito della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali, con un serio confronto tra tutte le forze politiche, i candidati a sindaco, gli operatori economici e sociali del territorio, le associazioni ambientaliste e i comitati civici. Dobbiamo evitare gli errori del passato, dal caso della ex-Fat al mostro progettuale della Piastra logistica, dal degrado della città allo stato di misero abbandono dell'ex Ospedale, simboli di miopia politica e di un immobilismo amministrativo che per troppo tempo hanno caratterizzato la vita politica di Città di Castello".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci impegneremo in ogni sede perché l'attenzione al nuovo Piano regolatore resti alta e non si abbandoni l'esame di quell'atto alla misera trattativa politica o al braccio di ferro tra potentati più o meno trasparenti. Nei prossimi mesi avvieremo un percorso di partecipazione al fianco dei cittadini per condividere con loro le priorità e i principi a cui il nuovo Piano regolatore dovrà ispirarsi".
Città di Castello, 22 luglio 2010

"Il verbale di prescrizione relativo alla demolizione dell'edificio ex-Fat è opportuno ma non sufficiente a fugare ogni dubbio e stupisce che venga emesso solo oggi, a cinque giorni dalla denuncia degli abitanti del quartiere. Il principio di precauzione richiede infatti che prima di tutto ci si assicuri che la salute dei cittadini e dei lavoratori non sia messa a rischio. Occorre quindi verificare che le fibre presenti all'interno delle ampie superfici vetrate in demolizione non siano pericolose per la salute. E' vero che assicurazioni arrivano dalla Asl1 e che tutto lascia pensare che si tratti semplicemente di lana di vetro, ma su salute e sicurezza non si può scherzare e il sindaco dovrebbe aver già da qualche giorno sospeso i lavori in forma cautelativa". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini è intervenuto sulla notizia dell'esito del sopralluogo dei Carabinieri, Arpa, Asl1 e Polizia municipale presso l'edificio ex-Fat in seguito al rilevamento di fibre potenzialmente pericolose sprigionate con la demolizione dell'edificio di Città di Castello.
"E' giusto che solo dopo aver verificato la non esistenza di rischi per la salute - spiega Dottorini - i lavori possano proseguire, con la certezza di aver sciolto ogni dubbio in merito alla composizione del materiale che viaggia nell'aria. Inoltre vorremmo sapere se il sindaco e l'Arpa hanno richiesto particolari precauzioni all'atto di rilasciare l'autorizzazione ad avviare i lavori, cosa necessaria vista la tipologia dell'edificio in demolizione. E' infatti opportuno ricordare che il decreto ministeriale del 5 settembre 1994, che definisce l'elenco delle industrie insalubri, individua tra queste anche la manifattura tabacchi, proprio la fattispecie dell'Ex-Fat".
"A prescindere dalla pessima qualità degli interventi di recupero previsti per la Ex-Fat - conclude Dottorini - sui quali ci siamo più volte espressi, ritengo che sia comunque prioritario assicurare a tutti i cittadini che i lavori avviati non presentino rischi per la salute, in modo da evitare superficialità e allarmismi. A breve i lavori di demolizione interesseranno anche tetti in eternit e coibentazioni in amianto. E' opportuno che si proceda con tutte le precauzioni del caso".
Perugia, 6 aprile 2010






"Vorrei risparmiare alla dirigenza della Fintab la visione dei filmati. Io alla manifestazione contro la cementificazione della Ex Fat c'ero. Denunciate me". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio di Palazzo Cesaroni e consigliere regionale dell'Italia dei Valori, si autodenuncia per la manifestazione "assolutamente pacifica e rispettosa delle regole di convivenza democratica" che si è svolta domenica mattina dinnanzi ai capannoni della Ex Fat. "Considero grave la scelta della proprietà di presentare un esposto-denuncia contro chi è salito sul tetto della struttura e contro i manifestanti - aggiunge Dottorini - . Bene, su quel tetto almeno idealmente c'ero anch'io. Le Forze dell'ordine hanno il primo nome da segnare nella lista".



























Recent Comments