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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Marzo 2015 Archives

"Carenze di personale e lentezza della macchina della giustizia potrebbero essere colmate dall'inserimento dei tirocinanti formati"

GIUSTIZIA. DOTTORINI:

"La Giunta deve rispondere al grido d'allarme lanciato dai 70 tirocinanti presso gli uffici giudiziari che, dopo essere stati formati da Regione e Provincia, non hanno ad oggi alcuna garanzia per il futuro occupazionale e sono in questo momento del tutto privi di una prospettiva avendo incarichi di lavoro temporanei, che ad oggi non hanno alcuna possibilità di essere prorogati". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore e consigliere regionale, chiede alla Giunta regionale una risposta alle istanze dei tirocinanti degli uffici giudiziari che ad oggi rischiano di veder andare in frantumi un percorso formativo promosso dalla stessa Regione e dalle Province di Perugia e Terni e che avrebbe dovuto portare ad un inserimento occupazionale.
"È bene ricordare che è dall'ottobre del 2013 - ricorda Dottorini - che chiediamo alla Giunta delle risposte in merito al protocollo d'intesa sottoscritto a suo tempo, ma ad oggi nessuno si è degnato di fornirci alcuna spiegazione, neppure riguardo ai contenuti del protocollo in cui si parlava di formazione e inserimento lavorativo e non di sfruttamento della forza lavoro e delle professionalità dei tirocinanti. Ora siamo quasi alla fine della legislatura e chiediamo per l'ultima volta alla Giunta di attivarsi presso la conferenza Stato-Regioni che si svolgerà il prossimo 11 marzo, per fare in modo di recuperare le professionalità che da quasi quattro anni sono state inserite nel percorso di formazione da Regione, Province e Ministero della Giustizia. Per la Regione quei professionisti dovrebbero essere considerati come una risorsa da valorizzare al fine di colmare le lentezze della macchina della giustizia. Non a caso lo stesso presidente della Corte d'Appello Wladimiro De Nunzio nell'aprire l'anno giudiziario a Perugia ha dichiarato che sono presenti pesanti carenze di organico del personale amministrativo che si riflettono in un forte rallentamento dell'attività giudiziaria, costringendo alcuni uffici a rimanere aperti al pubblico solo un giorno alla settimana".
"Chiediamo - continua Dottorini - che la Regione prenda in considerazione questa situazione e si impegni in conferenza Stato-Regioni a inserire la questione dei tirocinanti all'interno dell'ordine del giorno al fine di far convergere le parti presenti nella ricerca di una possibile soluzione ad un problema non più rinviabile".

Perugia, 7 marzo 2015
"Regione e comuni facciano sentire forte la propria voce contro questa opera altamente impattante e pericolosa. Governo faccia marcia indietro"

INFRASTRUTTURE. DOTTORINI: "ESPLOSIONE ABRUZZO DEVE INDURRE TUTTI A UN RIPENSAMENTO SUL GASDOTTO SNAM BRINDISI-MINERBIO"

A questo indirizzo tutte le immagini e i video

"Quanto avvenuto in Abruzzo dovrebbe indurre governo e regioni ad un ripensamento riguardo a opere insostenibili, come il gasdotto Brindisi-Minerbio. Realizzare opere di tale portata in aree a rischio frane e ad alta vulnerabilità ambientale e sismica comporta rischi altissimi che devono essere valutati con ben altra attenzione rispetto a quella manifestata fino ad oggi dal governo. Speriamo almeno che l'esplosione di Pineto serva a un ravvedimento e che almeno le regioni interessate all'attraversamento del gasdotto facciano sentire con voce forte la propria contrarietà a un tracciato che si conferma come irrazionale e pericoloso". Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria Migliore, commenta così l'esplosione avvenuta in Abruzzo a seguito della una frana su un gasdotto in provincia di Teramo.
"Evidentemente le preoccupazioni di comitati civici e ambientalisti non sono campate in aria. Di fronte a questa evidente realtà tutti devono essere indotti a un ripensamento e a mettere in discussione i presupposti e le modalità realizzative del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio. Il Consiglio regionale dell'Umbria si è già espresso in proposito nel settembre scorso, impegnando la Giunta a dare parere negativo al tracciato proposto dall'azienda e a ricercare soluzioni alternative e meno impattanti, evitando che il Governo proceda senza ascoltare i territori. Ma i risultati finora appaiono alquanto deludenti e il Governo Renzi ha asfaltato ogni tentativo di riportare sui giusti binari una discussione che era finalizzata quanto meno a ridurre il danno, individuando tracciati meno impattanti e meno pericolosi. Sappiamo che sul tratto Foligno-Sestino si è già svolta la prima Conferenza dei servizi e che le regioni Umbria e Abruzzo hanno correttamente dato parere negativo al progetto, mentre pare che nessuno dei comuni umbri interessati fosse presente. Il che è indicativo della sensibilità e della lungimiranza di chi dovrebbe difendere i cittadini e un territorio particolarmente fragile e vulnerabile come quello del cuore verde d'Italia".
"Il progetto - ricorda Dottorini - prevede l'attraversamento per 120 chilometri dei territori di Cascia, Norcia, Preci, Sellano, Foligno, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Gubbio, Pietralunga e Città di Castello, intersecando numerosi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale come il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. L'impatto sarebbe tutt'altro che trascurabile, considerando le dimensioni del tubo che sarebbe pari a 1,2 metri di diametro e che dovrebbe essere calato in una trincea profonda cinque metri cui corrisponderebbe, come area direttamente interessata dai lavori, una servitù di gasdotto coincidente con una striscia di terreno di oltre 40 metri. Sempre secondo gli elaborati progettuali si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Settori di fondamentale importanza per l'economia della nostra Regione e dei territori interessati".

Perugia, 6 marzo 2015
Così com'è il Piano della Giunta non va, ma per fortuna si può rimediare. Su sostenibilità ed efficacia criticità evidenti. Per non parlare della E45 autostrada..."

PIANO TRASPORTI. DOTTORINI: SBAGLIATO RIMANERE ANCORATI AL PASSATO, OCCORRONO RISPOSTE A SFIDE ECONOMICHE ED ECOLOGICHE DEL FUTURO

"Un Piano che fotografa l'esistente, ma non riesce a prefigurare un assetto all'altezza delle sfide future. Continuare a ragionare con le vecchie logiche e puntare ancora tutto su strade, autostrade e piastre logistiche significa rimanere ancorati ad una visione antiquata dello sviluppo e della società. Forse se si riuscisse a prendere atto che l'Umbria è una delle regioni d'Italia con il più alto numero di automobili circolanti in proporzione agli abitanti, magari riusciremmo ad orientarci verso una mobilità in grado di guardare, come avviene a livello europeo, ai temi della sostenibilità, integrando l'impostazione tradizionale delle politiche dei trasporti con nuove linee d'intervento in materia di traffico scorrevole e di trasporto urbano pulito e sicuro. Nell'atto della Giunta, fortunatamente ancora soltanto preadottato, non pare esserci traccia dell'esigenza di sviluppare sistemi intelligenti ed ecologici di ultima generazione, né dell'esigenza di misurarsi con le sfide di tipo economico e con la questione delle risorse necessarie alla riorganizzazione in particolare del trasporto pubblico". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, commenta il Piano regionale dei trasporti 2014-2024 portato in partecipazione dalla commissione competente, ma non ancora adottato dalla Giunta.
"Nel Piano ancora solo preadottato dalla Giunta - spiega Dottorini - viene fotografato perfettamente lo stato attuale dell'uso dei mezzi pubblici e privati da parte degli utenti, ma manca completamente una qualsiasi ipotesi di come si potrebbero orientare in maniera diversa le abitudini dei cittadini umbri per spingerli verso un uso più consapevole, maggiore e diverso, del mezzo pubblico. Allo stesso tempo si cita più volte il problema della qualità dell'aria, senza neppure accennare però alle possibili soluzioni, a partire dalla sostituzione dei mezzi pubblici su gomma circolanti nella nostra regione che è al di fuori da qualsiasi parametro di sostenibilità ambientale. Per ciò che riguarda il trasporto su ferro, se da una parte ci sono previsioni di incrementare ed incentivare l'uso del treno, dall'altra si parla di potenziali risparmi sostituendo alcuni servizi ferroviari con servizi su gomma, in totale contraddizione con l'ipotesi di far aumentare il numero di utenti che usufruiscono del treno. Per non parlare della trasformazione in autostrada della E45, rispetto alla quale vengono assunte in toto le deliberazioni del Cipe e non vi è alcun accenno all'impatto ambientale dell'opera né alla richiesta di esenzione o agevolazioni sul pedaggio".
"L'impressione - aggiunge l'esponente di Umbria migliore - è che invece di orientare le consuetudini e le scelte dei cittadini attraverso politiche innovative, il Piano si limiti a un resoconto lunghissimo sullo stato attuale dei trasporti e a un elenco acritico delle opere esistenti e futuribili. Gli innumerevoli progetti accumulati in oltre un decennio di programmi e intese-quadro comprendono aeroporti, strade ferrate, corridoi marittimi, assi stradali longitudinali e trasversali, piastre logistiche, ma non viene fornito alcun indizio di priorità rispetto alle esigenze del contesto locale e senza alcun riferimento puntuale né a date entro cui si prevede il completamento né allo stato finanziario delle opere. L'Umbria - conclude Dottorini - ha bisogno di una programmazione ambiziosa e innovativa che, pur facendo i conti con la necessità di razionalizzare al massimo le poche risorse disponibili, sia in grado di investire sull'innovazione sostenibile per arrivare ad un servizio migliore per l'ambiente e per la qualità della vita dei cittadini".

Perugia, 5 marzo 2015
 

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