"Sì a tavolo istituzionale per impegni precisi e verificabili. Nonostante lo sforzo dell'Umbria, a rischio i servizi per i disabili"

"Le istanze portate oggi in Consiglio regionale dai rappresentanti di Fish Umbria sono condivisibili, fotografano una situazione molto preoccupante e quindi vanno prese sul serio. I pesantissimi tagli del Governo Monti si abbattono come una scure sul nostro stato sociale e sui diritti fondamentali dei cittadini, salvaguardando rendite di posizione acquisite e penalizzando i più deboli. La proposta di un tavolo interistituzionale che assuma impegni precisi e verificabili incontra la nostra piena disponibilità, anche per ridefinire criteri e ordine di priorità dei risparmi da realizzare, garantendo la presa in carico globale e la partecipazione alla scelta dei servizi e degli interventi degli stessi destinatari delle politiche sociali e socio-sanitarie". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia il proprio sostegno alla protesta organizzata dalla Fish Umbria onlus (Federazione Italiana Superamento Handicap) che oggi ha manifestato fuori da Palazzo Cesaroni.
"L'attacco sferrato alle politiche per la disabilità si sta manifestando in tutta la sua gravità. A fronte di uno sforzo considerevole da parte della regione Umbria - spiega Dottorini - che è riuscita a riconfermare gli stanziamenti degli anni passati per il sociale e per la non autosufficienza, fa riscontro il gravissimo azzeramento del fondo statale che rende impossibile per gli enti locali garantire il mantenimento dell'universalità ed equità dei servizi di assistenza. Ma al di là della mannaia del governo, occorre effettuare una verifica puntuale di quanto della legislazione nazionale e regionale viene realmente applicato da enti locali, aziende sanitarie e servizi territoriali, assumere i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità come elemento vincolante nella definizione dei servizi da erogare".
"Oggi - aggiunge il capogruppo Idv - si toccano con mano gli esiti dell'errore di non aver voluto accogliere la proposta del gruppo regionale Idv che prevedeva un fondo di scopo per il sociale, alimentato dall'aumento dell'Irpef per i redditi sopra i 75mila euro e dall'aumento dei canoni di concessione pagati dalle aziende per i prelievi di acqua da imbottigliare e per le attività di cava. Queste semplici misure avrebbero generato un fondo di circa 4 milioni di euro in grado di compensare, anche se parzialmente, i tagli governativi.
Ma al di là degli errori commessi, è giusto prendere atto di una situazione che se non gestita nella maniera opportuna causerà enormi disagi a famiglie e persone che verranno private dei loro diritti fondamentali".
Perugia, 19 giugno 2012


































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